La ricerca dei talenti rappresenta un tema importante. Come avviene e quali specificità, anche legali, ci sono. Il fan engagement è parte integrante del modello di business.

Sono stati questi gli spunti discussi nel quarto panel dell’eSports Summit 2020 dal nome esports talent. All’interno del dibattito, moderato da Amir Hajar di Mkers, Helene Thibault di Tanucci & Partners, Ryan Breuner di FANCOMPASS, Jonas Gundersen di Ninjas in Pyjmas e Flo Gutierrez di Vitality.

Flo Gutierrez: “Nell’ambito esports a volte sembra strano fare recruiting con tecniche usate magari anche per altri sport come il calcio, ma devo dire che questo funziona molto bene. Il network di persone che conoscono i talenti e sono nell’ambiente è molto fondamentale.

Amir Hajar di Mkers ha poi aperto una finestra su come sia cambiato il mondo dello scouting rispetto al passato nemmeno troppo lontano: “Prima non c’erano nemmeno le figure legali per fare i contratti o organizzare tutta la parte contrattuale. Diciamo che rispetto al passato tutto era molto più difficile, ad esempio 6-7 anni fa gran parte dei professionisti venivano dal mondo del calcio tradizionale”.

Sempre Flo Gutierrez ha spiegato come sia più difficile trovare talenti nel mondo esport per diverse ragioni. Ad esempio, la necessità dei team di investire a lungo termine al contrario di altri sport, ma il CMO di Vitality ha spiegato anche quanto sia importante la parte di mentalità e di carattere in questo mondo, cosa che non puoi capire fin dalle prime battute, per questo lo scouting diventa fondamentale.