È cominciata la prima edizione dell’eSports Summit 2020, un evento interamente dedicato al mondo esports con ospiti internazionali.

“Le aziende che ruotano attorno al mondo esports generano fatturato e ricavi”.

Questo il mantra di Gianfilippo Valentini all’interno del primo panel dell’eSports Summit 2020, ma non solo. Il founder di Social Media Soccer e Go Project, nonché tra i responsabili della creazione del team S.S. Lazio eSports, ha anche stimolati gli speaker a ragionare sulla possibilità di usare gli esports come veicolo di promozione e responsabilità sociale.

Una delle tante cause sociali da sposare potrebbe essere il cyber bullismo, suggerisce Valentini nella discussione intitolata “esports: il gioco che è diventato grande”.

A rispondere alla questione Roberto Tavano della Presidenza di Regione Lazio: “Ci sono diverse questioni da risolvere, su cui gli esports possono essere utili. C’è anche un gap da colmare tra ragazzi e ragazze e la Regione Lazio non può che mettersi attivamente in campo.

I player sono dei modelli da imitare con cui i ragazzi vogliono identificarsi. Anche se su questo bisogna restare con i piedi per terra, bisogna far sì che i player vengano ingaggiati anche per spiegare come si diventa professionista e quali sono gli aspetti da seguire. Gli esport possono essere utili per aiutare i ragazzi a capire le proprie ambizioni.”

Nel primo panel dell’eSports Summit si è toccato anche il tema dell’inquadramento legislativo e professionale per chi lavora nel mondo esports.

“Come Lazio Innova approccia questo problema è considerando chi si avvicina a questo mondo come un soggetto imprenditoriale. Come chi organizza e sviluppa contenuti legati allo sviluppa della sua professionalità e attività. Anche così può arrivare alle risorse che la Regione mette a disposizione”.

Ha spiegato Berenice Marisei, Spazio Attivo Zagarolo – Lazio Open Innovation Center.