Focus sulla scena italiana esports attraverso la testimonianza dei diversi stakeholders “in campo”.

Come si inseriscono i diversi stakeholders all’interno del panorama competitivo italiano degli eSports. Ne parliamo in questo panel conclusivo della prima giornata di eSports Summit con Francesca Iannibelli, Marketing & Innovation Strategist di BIP, e i suoi ospiti.

Il mondo degli eSports sta godendo, in una situazione come quella che stiamo vivendo, di grande visibilità in quanto si tratta principalmente di entertainment. In questo contesto. Oggi è complicato fare una fotografia statica ma stiamo parlando di un mondo che ha avuto una grossa crescita recentemente ed esploderà nei prossimi anni” dice Marco Saletta, Presidente IIDEA.

Nel 2018 i Tweet sul mondo eSports era pari a 1 miliardo, oggi dovesse rispettarsi il trend mondiale supereremo 1,6 miliardi nel 2020. Twitter è un po’ lo specchio della società e quindi questa crescita accompagna l’interesse crescente attorno al mondo del gaming. Twitter, quindi, diventa il second screen ideale per chi è interessato al gaming e lo pratica” spiega Simone Tomassetti, Partnerships Twitter.

Ci siamo trovati in uno scenario in cui la domanda era elevata ma l’offerta scarna. Una situazione che rischiava di far precipitare oltre che i ricavi anche l’interesse nei confronti del mondo del gaming. Come UBISOFT abbiamo deciso di mantenere invariati gli investimenti programmatici nonostante sapessimo che anche lato sponsorizzazioni avremo dovuto fare i conti con una crisi globale. Non ci siamo quindi fermati, continuando ad offrire contenuti ai nostri clienti cercando di mantenere alto il livello di qualità del prodotto offerto. Non siamo ancora fuori dal contesto pandemico ma con le nostre azioni abbiamo limitato i danni e potremo contare su numeri importanti per programmare il futuro” Alberto Coco, Direttore Marketing UBISOFT.

Io a marzo non sapevo cosa avrei fatto oggi. Questo è un settore che perde tantissimo se viene meno la possibilità dell’evento live. Ci sono due tipologie di aziende: quelli che già sono on board nel settore eSports e chi invece sta ancora alla finestra ad osservare. E a questi ultimi, soprattutto in Italia, è difficile far capire la reale capacità e potenzialità” dice Federico Brambilla CEO & Co-founder EXEED.

Oggi è facile dire che il settore abbia giovato della situazione che stiamo vivendo ma bisognerà seguire questo filone nel post pandemia e rafforzare la crescita del settore. Sicuramente gli esports si basano su un senso di community e probabilmente sono anche più social rispetto all’entertainment sportivo classico. La pandemia ha spinto una crescita digitale e quindi ha fatto capire che cambia anche la fruizione, la quale diventa molto meno passiva ma piuttosto coinvolgente. Community magari molto lontane tra di loro parlano, si conoscono, creano gruppi. C’è quindi molto da fare a livello di fan engagement per permettere agli appassionati di interagire sempre di più, a prescindere dall’evento fisico o meno. Nel prossimo futuro la commistione e l’integrazione tra digitale e fisico sarà la grande sfida per la crescita del settore eSports“, dice Pierluigi Parnofiello, CEO PG eSports.