Viaggio nel cuore del gaming:  tra formazione, preparazione, mental coaching e professionalizzazione

Continua il percorso di approfondimento dei tanti temi legati al mondo eSports. In questo panel della seconda giornata dell’eSport Summit parliamo di educazione e formazione. Come i giovani devono approcciare a questo mondo con l’aiuto di professionisti qualificati e genitori.

Quando avevo dodici anni il gaming era un modo per andare via dalla strada. Oggi la situazione globale ha elevato il livello competitivo degli esports, anche se in alcuni Paesi non è ancora così visto che veniamo guardati con distacco“, spiega Melvyn Wolthers, Fondatore / Direttore Bundled.

Parliamo quindi di formazione ed istruzione. E anche negli esports non mancano le persone responsabili nei confronti dei ragazzi che si avvicinano a questo mondo.

Sicuramente i genitori, in primo luogo, devono essere i più influenti sui ragazzi. Bisogna essere in grado di capire come lavorare e come migliorarsi, anche con il lavoro dei coach. Necessaria è una combinazione tra tutte le persone che ruotano intorno ai giovani talenti per indirizzare la loro educazione e formazione. Gli stessi giocatori devo guardare ai giusti modelli per loro e noi come agenzia pensiamo che sia importante essere sempre presenti per i nostri giocatori” conclude Melvyn Wolthers.

“Anche i publisher hanno degli obblighi in riferimento all’educazione e alla formazione dei nostri giovani. I publisher sono coloro che dovrebbero cercare di portare avanti iniziative e fare gli sforzi maggiori, anche per aiutare i genitori ad incoraggiare e supportare i propri figli. In Korea sotto questo punto di vista abbiamo tanto lavoro da fare” dice Cholmin Park, EA Korea&Germania.